28/05/2011

Si acuiscono le pressioni sui “periferici”

Ancora una settimana dominata dall’evoluzione della crisi del debito. In relazione alla Grecia, si sono fatte incessanti le voci di una eventuale ristrutturazione del debito, che potrebbe coinvolgere anche il settore privato, con un allungamento della vita dei titoli di stato che non alteri il valore facciale degli stessi. Le Autorità sovranazionali continuano a negare l’eventualità di un coinvolgimento del debito in titoli in circolazione. Soprattutto la BCE è fermamente contraria a questa ipotesi, in quanto ne teme gli effetti sia diretti in termini di perdite per il settore bancario, sia indiretti in termini di possibile contagio della crisi di fiducia che si genererebbe. La situazione si è fatta più critica nell’ultima giornata di contrattazioni della scorsa settimana, quando l’agenzia di rating Fitch ha abbassato la valutazione del debito greco da BB+ a B+, con Outlook Negativo. Fitch ha detto che considererebbe un’estensione della scadenza dei titoli greci equivalente a un default, allineandosi alla posizione di S&P espressa la scorsa settimana. Ad amplificare la tensione si sono aggiunti due altri eventi: l’agenzia di rating S&P ha deciso di modificare l’Outlook sul debito italiano da Neutrale a Negativo a causa delle “deboli prospettive di crescita e dell’incerto impegno politico nelle riforme tese a migliorare la produttività”. In Spagna, la dura sconfitta dei socialisti alle elezioni amministrative in molti comuni ed enti locali e l’avvicendamento nei relativi governi fanno temere ai mercati finanziari che possano emergere altri buchi in bilancio dopo quello scoperto in Catalogna sei mesi fa.

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19/05/2011

La Grecia a un anno dal salvataggio

A un anno esatto di distanza dal primo salvataggio della Grecia, si è discusso in settimana di un possibile nuovo aiuto ad Atene. Nonostante il prestito da 110 miliari di euro ricevuto, il paese ellenico non è riuscito a raggiungere gli obiettivi fissati nel piano di austerità e appare difficile riuscire a tornare a finanziarsi sul mercato entro l’anno prossimo, come previsto.

Nonostante non sia ancora chiara la linea d’intervento che le autorità istituzionali sceglieranno di intraprendere per aiutare la Grecia, l’ipotesi più accreditata sembra quella di evitare un coinvolgimento dei creditori privati. Nel merito le soluzioni più credibili contemplano un’accelerazione del piano di privatizzazioni (che dovrebbe portare 50 miliardi di euro nelle casse del Governo nei prossimi anni) che fornirebbe la garanzia per l’estensione delle scadenze e per l’ampliamento dell’ammontare dei prestiti istituzionali concessi ad Atene.

L’evoluzione delle negoziazioni in merito alle nuove condizioni del prestito internazionale è destinata ad essere segnata dall’uscita di scena del numero uno del FMI Strauss-Kahn, dagli instabili equilibri politici all’interno dell’UE e, infine, anche dalla situazione politica in Grecia, dove il Governo ha fatto sapere di ritenere eccessivamente stringenti e difficilmente realizzabili le condizioni proposte da EU e FMI in merito al piano di privatizzazioni.

31/03/2011

Le conclusioni del summit Europeo

Il comunicato ufficiale del Summit europeo ha confermato le attese: se da un lato non è stato raggiunto un accordo sulle modalità di reperimento dei fondi per l’ampliamento della capacità di finanziamento dell’EFSF (European Financial Stability Facility) a 440 miliardi di euro, dall’altra parte si sono fatti considerevoli passi avanti nella definizione dell’ESM (European Stability Mechanism, in vigore dal 2013).

Quest’ultimo avrà una capacità di prestito effettiva di 500 mld a fronte di un capitale sottoscritto di 700 mld di euro, derivanti dalla somma di 620 mld di garanzie e capitali esigibili e 80 mld che gli Stati membri dovranno versare a partire dal 2013 in 5 pagamenti annuali di pari ammontare. Le singole contribuzioni saranno commisurate alla quota di capitale detenuta in BCE da ciascun paese e gli Stati potrebbero, se si rendesse necessario, vedersi costretti ad accelerare i pagamenti.

All’ESM sarà riconosciuta la possibilità di fornire prestiti agli Stati in difficoltà, che saranno però condizionati all’implementazione di programmi di aggiustamento macroeconomico e fiscale; in aggiunta il nuovo fondo potrà intervenire per sottoscrivere titoli di stato in emissione. Il regolamento dell’ESM prevederà una precisa griglia per stabilire l'interesse sui prestiti concessi e, a partire dal 2013, introdurrà l’obbligo per gli Stati insolventi di far partecipare il settore privato alle perdite derivanti dalla ristrutturazione del debito pubblico. La principale novità in tal senso è legata, infatti, all’introduzione delle clausole d’azione collettiva (CAC), che dovranno essere standardizzate e obbligatorie per le emissioni di tutti gli Stati membri dell’area euro.

22:57 Scritto da: personal9 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: summit, bce, efsf | OKNOtizie |  Facebook