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<subtitle>Informazioni sul trading online, forex, borsa, indici</subtitle>
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<title>Vendite al dettaglio USA attesa ancora in crescita.</title>
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<summary>  Le  vendite al dettaglio di dicembre negli Stati Uniti  sono attese in...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Le &lt;b&gt;vendite al dettaglio di dicembre negli Stati Uniti&lt;/b&gt; sono attese in aumento dello 0,4% su base mensile, dopo il progresso dell’1,3% messo a segno a novembre. Il dato assume particolare importanza perché coincidente con la stagione degli acquisti legati alle festività.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Le indicazioni del mercato del lavoro negli Stati Uniti, quali emerse dalla diffusione dei dati di dicembre sul numero di buste paga lo scorso venerdì, confermano tutto sommato un&amp;nbsp; miglioramento rispetto alla prima parte del 2009, ma dipingono un quadro di persistente debolezza, stigmatizzato da un tasso di disoccupazione che resta storicamente elevato e pari al 10%. Minore occupazione significa minori consumi e dunque vendite poco dinamiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Tuttavia, con riferimento all’andamento delle vendite&amp;nbsp; del&amp;nbsp; mese di dicembre, la scorsa settimana sono stati pubblicati alcuni dati riguardanti i&amp;nbsp; grandi magazzini, dai quali emerge una crescita mensile del 2,9% (era atteso un aumento del 2%), grazie al buon andamento delle vendite di apparecchi elettronici e di prodotti per teenager. Tali anticipazioni potrebbero costituire un segnale di tenuta delle vendite complessive statunitensi a dicembre, confermando la tenuta dei consumi americani e la ripresa dell’economia nel 4° trimestre&amp;nbsp; del&amp;nbsp; 2010.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Consumi americani attesi ancora in salita.</title>
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<summary>  La  spesa per i consumi negli Stati Uniti  per il mese di  novembre  è...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;La &lt;strong&gt;spesa per i consumi negli Stati Uniti&lt;/strong&gt; per il mese di &lt;strong&gt;novembre&lt;/strong&gt; è attesa ancora &lt;strong&gt;in salita&lt;/strong&gt;, alimentando le prospettive di ulteriore recupero dell’economia americana nel &lt;strong&gt;4° trimestre&lt;/strong&gt;. Le indicazioni preliminari emerse dal weekend del Ringraziamento (26 novembre), che avvia ufficialmente la stagione degli acquisti negli Stati Uniti, sono state favorevoli, confermando che nonostante l’elevata disoccupazione del paese e le difficoltà sul fronte del credito, le famiglie americane mantengono in media un potere d’acquisto soddisfacente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Le attese per la spesa per i consumi a novembre è per un &lt;strong&gt;aumento mensile dello 0,7%&lt;/strong&gt;, dopo lo 0,7% verificatosi a ottobre, mentre i redditi sono attesi in aumento dello 0,5% (dopo lo 0,2% di ottobre). L’evidenza dei dati è dunque quella di una progressiva accelerazione della domanda interna che, accompagnata ad un graduale recupero dell’occupazione, conferma l’&lt;strong&gt;uscita del paese dalla recessione&lt;/strong&gt; sebbene con un tasso di disoccupazione ancora elevato e pari al 10%.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Fed: tassi attesi stabili, ma possibili novità per ”l’exit strategy”.</title>
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<updated>2009-12-15T09:42:41+01:00</updated>
<published>2009-12-15T09:42:00+01:00</published>
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<summary>                 I  dati sul mercato del lavoro del mese di novembre negli...</summary>
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&lt;table border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; width=&quot;100%&quot;&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;I &lt;b&gt;dati sul mercato del lavoro del mese di novembre negli Stati Uniti&lt;/b&gt; potrebbero segnare una svolta per l’ economia del paese. Dopo il recupero dell’attività industriale avviato intorno alla metà del 2009, l’occupazione americana evidenzia segnali di ripresa a fine anno suggerendo l’approssimarsi dell’uscita ufficiale dalla recessione, come recentemente indicato dal responsabile del Comitato per la datazione del ciclo economico Robert Hall.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;In occasione del meeting della Fed del prossimo 16 dicembre, la Banca centrale potrebbe già evidenziare i segnali di miglioramento del mercato del lavoro e suggerire di fatto l’avvio di manovre monetarie meno espansive di quelle realizzate soprattutto nell’ultimo anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Sia l’acquisto di titoli sul mercato che il permanere dei tassi d’interesse ad un livello minimo (0-0,25%) costituiscono manovre probabilmente destinate a rientrare nel corso del 2010, segnando l’avvio di una restrizione monetaria che sarà, a nostro giudizio, più concretamente visibile nella seconda metà del prossimo anno.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>USA: prezzi in graduale ripresa.</title>
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<summary>                            I prezzi al consumo per il mese di ottobre negli...</summary>
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&lt;table width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot;&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td height=&quot;10&quot;&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt; &lt;table width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot;&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width=&quot;10&quot;&gt;&lt;/td&gt; &lt;td&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;I prezzi al consumo per il mese di ottobre negli Stati Uniti (dato in uscita il 18 novembre) sono attesi in crescita dello 0,2% su base mensile e in calo dello 0,3% su base annuale. Si conferma dunque anche per il mese di ottobre la “deflazione”, cioè una riduzione su base annuale dei prezzi al consumo invece che un aumento, come più frequentemente avviene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;L’evidenza degli ultimi mesi, tuttavia, rivela un progressivo attenuarsi del fenomeno della discesa dei prezzi, che quasi certamente scomparirà già nel mese di novembre. Un effetto statistico sfavorevole, infatti, determinerà un ritorno alla crescita dei prezzi e la fine di un periodo deflazionistico determinato prevalentemente da un forte discesa del prezzo del petrolio nell’ultimo anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Il ritorno all’inflazione, tuttavia, non implica a nostro parere un’imminente rivisitazione delle prospettive sui tassi d’interesse, che restano contenuti dal fatto che le&amp;nbsp;Banche centrali sono consapevoli delle limitate pressioni sui prezzi nei prossimi mesi. Una crescita economica ancora debole e un’elevata sovracapacità produttiva, infatti, scongiurano rischi inflazionistici significativi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt;
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<title>Vendite al dettaglio USA attese ancora in crescita, escluse le auto.</title>
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<summary>  Dopo la forte crescita del mese di agosto, con un aumento mensile...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Dopo la forte crescita del mese di agosto, con un aumento mensile dell’1,1%, le &lt;b&gt;vendite al dettaglio&lt;/b&gt; sono attese ancora in salita nel mese di settembre (dello 0,2% escludendo le auto), confermando un’inversione di tendenza visibile oramai da metà anno. I dati disponibili per le &lt;b&gt;catene di supermercati&lt;/b&gt; nel mese di settembre hanno evidenziato una crescita mensile a settembre dello 0,1%, sorprendendo rispetto alle attese di calo dell’1,5%.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Sebbene si tratti di dati che indicano una crescita modesta, l’evidenza di una prosecuzione nell’aumento della &lt;b&gt;spesa delle famiglie americane&lt;/b&gt;, in un contesto di persistente debolezza del mercato del lavoro, rappresenta un importante &lt;b&gt;segnale di tenuta&lt;/b&gt; della domanda interna, che alimenta ottimismo sulle prospettive di recupero dell’economia anche nell'ultima parte dell’anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>BCE: TASSI ATTESI STABILI, ATTENZIONE PUNTATA SULLA “EXIT STRATEGY”.</title>
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<summary>  Il prossimo  8 ottobre  la Banca&amp;nbsp;Centrale&amp;nbsp;Europea deciderà sul...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #636563;&quot;&gt;Il prossimo &lt;strong&gt;8 ottobre&lt;/strong&gt; la Banca&amp;nbsp;Centrale&amp;nbsp;Europea deciderà sul livello dei tassi d’interesse. Le attese vedono tassi stabili all’1%, oramai fermi dallo scorso maggio. Ne beneficiano anche i &lt;strong&gt;tassi Euribor&lt;/strong&gt;, che sulla scadenza a 1 mese sono al livello di 0,44% circa e su quella a 3 mesi al livello di 0,75% circa. La BCE resta cauta nel segnalare un’eventuale inversione di rotta rispetto alla politica monetaria molto accomodante finora adottata, nella convinzione che la ripresa economica non sia ancora consolidata. E i dati importanti di venerdì scorso sul numero di buste paga, con riferimento agli Stati Uniti, lo confermano, registrando&amp;nbsp;un netto calo degli occupati (-263 mila).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Scenario in probabile e lento miglioramento nella seconda metà dell’anno.</title>
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<summary> La prima metà del 2009 ha confermato le attese pessimistiche con cui si era...</summary>
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&lt;p&gt;La prima metà del 2009 ha confermato le attese pessimistiche con cui si era aperto l’anno e che si sono tradotte nel tonfo delle Borse nel periodo gennaio-marzo. Il successivo recupero, che ha riportato le Borse sui livelli di inizio anno, è stato determinato dalla ripresa dei risultati del settore Bancario americano e dai forti interventi di governi e banche centrali, che hanno convinto i mercati che il collasso del sistema finanziario mondiale sarebbe stato evitato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da qui in avanti la prosecuzione del rialzo per le attività di rischio, azioni in particolare, dipenderà dall’effettivo miglioramento dell’economia e del fatturato e degli utili delle aziende. La svolta degli indicatori di fiducia di imprese e consumatori suggerisce che il miglioramento è probabile, sebbene lento. In questo contesto, i tassi a breve termine dovrebbero rimanere bassi per un periodo prolungato e la remunerazione della liquidità dovrebbe confermarsi contenuta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I tassi governativi a lunga scadenza hanno già iniziato a salire, anticipando la futura ripresa economica e un maggior debito pubblico, mentre quelli brevi sono tenuti bassi dalle banche centrali. Il miglioramento economico rappresenta un rischio per le obbligazioni governative in ottica di medio termine. I tassi di rendimento delle obbligazioni corporate sono scesi negli ultimi mesi, ma mantengono un interessante differenziale positivo rispetto a liquidità e titoli governativi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le azioni dovrebbero beneficiare del miglior quadro economico, ma la volatilità dovrebbe rimanere più elevata rispetto agli standard tipici di un mercato azionario stabilmente in rialzo. Ciò indica che bruschi movimenti di ribasso sono ancora possibili, ma, in un contesto di miglioramento dell’economia, potrebbero&lt;/p&gt;
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